Quando le aziende non hanno le idee chiare, fanno le scelte sbagliate o non le fanno.

Sebbene si scriva, si tengano webinar, convegni sul tema industria 4.0 e transizione 4.0 e vi siano effettivamente notevoli risorse a disposizione, ci sono aziende che non comprendono ancora il valore che tale opportunità può offrire o, se lo fanno, si trovano in difficoltà una volta acquistati software e macchinari 4.0.

Spesso le aziende avviano il processi di trasformazione digitale pensando che basti acquistare dei macchinari o applicativi senza aver prima svolto un processo di analisi dei processi aziendali.

Tutto parte da qui: analizzare i processi e avviare il cambiamento.

Le macchine e i software arrivano dopo.

Uno scenario molto comune è il seguente:

macchinari, attrezzature, software e sistemi integrati sono stati acquistati ma l’analisi dei requisiti del credito d’imposta con documenti e perizie avviene successivamente. Le aziende prima cercano la software house o il fornitore di CRM e poi cercano il consulente per la transizione 4.0. 

Succede tutti i giorni. Lo vediamo tutti i giorni.

Le casistiche aziendali poi sono le più disparate:

  1. aziende che pensano che acquistare un bene 4.0 e ricevere la dichiarazione di conformità del fornitore, sia sufficiente per ottenere il credito d’imposta.
  2. con l’acquisto dei beni 4.0 vengono forniti pacchetti software integrati fondamentali per creare interconnessioni tra il bene e il sistema aziendale. Spesso le aziende tengono questi software inutilizzati rischiando sanzioni e perdendo l’opportunità di sfruttare i vantaggi della 4.0 e tutti i dati utili all’area produttiva e alla direzione.
  3. le imprese fanno fatica ad individuare chi possa occuparsi dell’integrazione tra le macchine e il sistema aziendale
  4. aziende che hanno un’elevata automazione in produzione ma una limitata gestione della parte vendita, del customer care e del controllo di gestione. Non affidandosi a software come CRM evoluti e/o soluzioni di Business Intelligence, non sono così in grado di raccogliere in un’unica dashboard i dati. Dati indispensabili per prendere le decisioni strategiche e operative a ciascun livello aziendale.
  5. le aziende vengono informate della necessità di eventuali requisiti del 4.0 solo quando devono fare la pratica per il credito d’imposta 4.0.
  6. le aziende non sono a conoscenza di eventuali costi accessori o che al contrario ci sono opportunità di formazione che possono essere inserite in progetti aziendali più ampi dedicati proprio all’innovazione.
  7. le aziende che conoscono i benefici del 4.0 (magari perché loro stesse producono macchinari per i loro clienti) non vogliono avviare un processo interno perché sono consapevoli di non avere la figura adeguata per avviare il cambiamento. Non basta, infatti, avere il professionista in grado di gestire le pratiche per il credito d’imposta ma figure esperte in processi di trasformazione digitale.

Poche analisi  e grandi rischi

Le aziende quindi si ritrovano in un vicolo cieco a causa della:

  1. mancanza di analisi a monte prima dell’investimento da effettuare
  2. incapacità di individuare il flusso operativo per fare in modo che il sistema informativo collegato al bene per il suo funzionamento sia facilmente utilizzabile e utile
  3. incapacità di individuazione gli attori da coinvolgere

Le conseguenze di analisi superficiali o di affidarsi a persone non competenti impedisce alle aziende di avviare un vero percorso di trasformazione o di incorrere in sanzioni.

Digital4Change® offre la competenza fin dalle fasi di analisi dei processi, accompagnando le aziende nel processi di trasformazione digitale. Inoltre offre assistenza nelle procedure di attivazione del credito d’imposta evitando di incorrere in sanzioni.

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